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giovedì 18 agosto 2011

solo poltrone arroccate sul campanile

Ho seguito di "striscio", via iPhone, con attenzione che direi da spiaggia, nonostante sia stato in montagna, la vicenda della (proposta di) soppressione della Provincia di Benevento; rientrato cerco di capire meglio, ma c’è poco più: in sostanza l’approssimazione delle mie informazioni sino a stamane è congruente e coerente con la superficialità che caratterizza tanto la proposta del Ministro Tremonti che le reazioni politiche e popolari, alimentate anche da gruppi creati su Facebook.
In ordine alla proposta del Ministro, innanzitutto, c’è da osservare che la soppressione di Comuni e Province di modeste dimensioni, in termini di popolazione e/o estensione territoriale, non può farsi dipendere da motivi di ordine finanziario, tra l’altro di modesta entità. Se una riorganizzazione istituzionale và attuata, essa deve essere funzionale ad obiettivi quali il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni,  la crescita economica dei territori, l’efficienza e l’efficacia dei servizi di interesse generale. Occorre, dunque, definire a monte una strategia e condividerla con le popolazioni (non con il ceto politico interessato solo a perpetuare poltrone o a rimpiazzarle) con percorsi che richiedono studi, analisi, discussioni, valutazioni di ipotesi alternative; non possono costringersi simili decisioni nell’angusto e confuso spazio di legge di bilancio, dove “dare” e “avere” quadrano a prescindere dagli squilibri territoriali che possono innescarsi. Da questo Governo, però, mi rendo conto che non possiamo attenderci altro che atti di propaganda e leggi che impastocchiano i codici. Quale potrà essere l’incidenza effettiva dei tagli di 8 Province e non so quanti Comuni sotto i mille abitanti sugli ormai famosi “costi della politica”? E’ in queste realtà marginali che  si annida lo sperpero del denaro pubblico, la corruzione, l’inefficienza del paese, la palude della burocrazia e via discorrendo? Ho la netta sensazione che si tratti di puro marketing, insomma solita lavata di faccia, essendo tra l’altro certo che, ove questo provvedimento dovesse essere realmente approvato, si troverebbe la via per conservare sostanzialmente lo stesso numero di poltrone da occupare nelle nuove realtà istituzionali post-riforma.  Mi spingo a ritenere, addirittura, conoscendo i polli da vicino, che una volta che ogni fomentata lotta e resistenza locale fosse perduta, prima ancora dell’approvazione definitiva della legge, ciascun consigliere, assessore, Sindaco o Presidente sarebbe pronto a sparare ogni cartuccia in suo possesso per trattare il proprio “ricollocamento”.