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domenica 1 aprile 2012

pro memoria 2

A futura memoria, l'elenco di alcune affermazioni che mi riguardano apparse sulla stampa e su facebook nelle ultime settimane, in risposta a post ironici o critici che hanno riguardato sempre e solo fatti, senza l'espressione di alcun giudizio sulle persone, sul loro modo di essere o di fare.



  • “Antonio, tu sei un vigliacco. Da circa un mese con il sostegno di una piccola ridicola corte, vivi di allusioni, frasi smozzicate, becero vittimismo, manipolazioni di discorsi e documenti, inciuci e volgarità. Sempre accompagnato da quattro sfigati, ti diletti a sperare di palpeggiare la casalinga di Voghera ed esalti ossessioni maschiliste, ma non hai gli attributi perché improvvisamente e misteriosamente hai abbandonato un movimento scomodo di opposizione, fatto di persone perbene che ti hanno manifestato concretamente fiducia al punto da sacrificarsi  perché tu li rappresentassi in consiglio comunale" (di questa va citata la fonte, Gabriele Corona, in calce ad un post su Facebook, che recitava così "Caro Gabriele Corona la differenza tra me e te è che io ho le stampelle a pois e tu a pois non hai manco una camicia o non la metti mai".)
  • “se tu avessi letto con attenzione”
  • …”ORA ad esempio, che però si trova un pò in difficoltà perchè il suo coordinatore, cioè tu, dopo dieci mesi ha fatto sapere, a mezzo stampa, di non aver condiviso nulla dal dopo elezioni….” (tra l’altro, non sono mai stato coordinatore di ORA, fui indicato come portavoce ma non esiste alcuna ratifica di tale carica. ho solo firmato UN (dico UNO) comunicato per conto di ORA con detta qualifica)
  • “……. il sindaco (parolina che ultimamente ti ossessiona)……..”
  • “ E intanto ai cittadini diciamo: seguiteci su facebook, tra un accappatoio, il gel intimo, la misurazione del testosterone dopo lavoro, lo sfogo per la partita persa, il purpo, ecc. ecc. “ (si fa riferimento a miei post sulla bacheca di facebook, in cui parlo, come ho sempre fatto, dei miei interessi)
  • “…..approvo la soluzione finale di walter (la parmigiana) come la più indicata al modo deviato e deviante di trattare l'argomento……”
  • “…definire ridicoli gli interventi di altrabenevento su piazza orsini e sul tentativo di evitare un ulteriore scempio della città a beneficio di pochi privati rende evidente l'ormai totale disinteresse di medici per le questioni pubbliche e cittadine in genere” (si fa riferimento a miei post sulla bacheca di facebook, ove ho ironicamente definito ridicoli gli scambi di comunicati tra una stanza e l’altra dell’ufficio urbanistica)
  • “… il Medici che ho conosciuto in campagna elettorale non è lo stesso che scrive quelle (perdonami) insulsaggini, soprattutto volgari”
  • “Abbiamo purtroppo appreso a mezzo stampa (da NTR24) che Medici aveva lasciato ORA con argomentazioni sorprendenti. “  
  • “….Peraltro era proprio lui il coordinatore di ORA….” (come sopra)
  • “Non è vero che ORA non ha voluto riconoscere la sconfitta (e come avrebbe potuto) limitandosi ad attribuirla alla compravendita di voti. È un modo riduttivo e scorretto di riportare le diverse ed ampie discussioni che ci sono state a giugno-luglio dello scorso anno e che proprio non si comprende perché vengono riprese oggi e in modo distorto.”
  •  “Avevamo deciso che la discussione sarebbe continuata due giorni dopo ma Medici non è venuto, preferendo stralci di commenti sulla sua bacheca Facebook .”
RIDIAMOCI SU, CHE E' MEGLIO


domenica 11 dicembre 2011

rivoluzione dal basso con i soldini (tanti) dall'alto



11 dicembre 2007, manca poco più di un mese all’esecuzione dei provvedimenti cautelari restrittivi della libertà personale di Fausto Pepe, Sandra Mastella ed altri, alle conseguenti dimissioni di Mastella da Ministro della Giustizia, al ritiro dell’appoggio UDEUR al Governo Prodi, allo scatafascio che ne consegue ed anche alle mie LIBERE dimissioni da Assessore.
11 dicembre 2007, dunque, palazzo Mosti, si riunisce la Giunta e, tra l’altro, approva la delibera n. 278 avente ad oggetto: PROGETTO “BOTTEGHE ARCOBALENO”. La firma è dell’Assessore Raffaele Del Vecchio, quello per il cui “piccio” questo Natale godremo (ma non si sa quando, si spera per Santo Stefano) della natività più bella del mondo (una cosa chic) ma non avremo manco una lampadina da 5 watt appesa per le strade (una volgare tradizione popolare).
Cosa decideva la Giunta con la delibera n. 278, che potete leggere cliccando qui? Per dirla terra terra, come piace a noi, la Giunta decise di prendere la bellezza di € 79.930,00 (settantanovemilanovecentotrenta euri, sic!) pubblici e di metterli in mano, senza gara, senza selezioni, potremmo dire su valutazione dell’Assessore (quello chic),  alla associazione Rete Arcobaleno per la realizzazione di una serie di stand e manifestazioni sui prodotti locali (clicca qui per leggere il programma ufficiale).
Non voglio e non mi interessa esprimere una valutazione sulla circostanza che una cifra così rilevante (settantanovemilanovecentotrenta euri) sia stata affidata ad un soggetto senza previa pubblica selezione; mi interessa di converso ricordare che l’Associazione Rete Arcobaleno è quella che predica la rivoluzione “DAL BASSO”, quella i cui esponenti spesso si arrogano il diritto di giudicare chi vive ed agisce “DAL BASSO” e chi invece è richiesto di dimostrare a cosa ha rinunciato per schierarsi contro la partitocrazia o per favorire modelli di sviluppo locale autocentrati.
Beh, forse molti avversari della partitocrazia e del clientelismo non si sono mai fatti finanziare dall’ALTO per realizzare progetti definiti “DAL BASSO”.
Ho assunto posizioni molto critiche verso i partiti di sinistra perché ne ho verificato l’ipocrisia; l’attitudine, cioè, ad usare riferimenti ideologici, lemmi ed immagini retoriche capaci di suggestionare l’ascoltatore, il cittadino, l’elettore, richiamando una diversità che non trovava alcuna esplicazione nella pratica di governo (e di opposizione), in tutto appiattita sullo schema del clientelismo, dell’affarismo e della gestione del potere.
Analogamente, trovo che la delibera 278 dell’11 dicembre 2007 possa giustificare una posizione critica verso l’Associazione Rete Arcobaleno, ogni qualvolta un suo rappresentante si erge a giudice dei comportamenti di terzi, vestendo le gli abiti del profeta del cambiamento “DAL BASSO”.

venerdì 14 ottobre 2011

the fighter is dead

Avevo ben 17 anni quando scoprii che la mia anca era colonia di cellule tumorali. Si chiama osteosarcoma, è un tumore che colpisce per lo più i bambini, ed in oncologia lo si è sino a 18 anni. Un anno e mezzo, tra ospedali americani (MD Anderson Cancer Center e New York Hospital Memorial Sloan Kettering) ed italiani (Rizzoli di Bologna e Policlinico Gemelli di Roma), mi ci è voluto per farla franca ed urlare “fuck you” ad uno dei più malefici e mortali tra i sarcomi. Almeno un altro anno e mezzo mi ci è voluto per rimettermi in forma dalle debilitazioni prodotte dal cisplatino, dall’adriamicina, dal metotrexate, dagli interventi chirurgici e fatterelli collaterali vari. Mi hanno detto che è stata dura; io l’ho vissuta con una naturale tendenza a pensare che sarebbe passata. Ho pianto pochissimo, forse mai. Ho preso in giro medici e infermiere/i, mi sono colorato la faccia quando mi dicevano che ero pallido e dovevo mangiare (quando ti buttano in corpo quelle sostanze maledette e salvifiche ti passa la fame al punto che pensi che non mangerai mai più), ho nascosto nel letto le bottigliette di “sustacal”, una bevanda ricostituente al teorico sapore di cioccolato, mi sono goduto le partite dell’NBA in diretta col commento americano, erano gli anni di Michael THE AIR Jordan. Gli americani che mi giravano intorno mi chiamavano THE FIGHTER, perché non mi scoraggiavo mai, non mi lamentavo mai, neanche quando dovetti curare una fastidiosa ed imbarazzante ferita al glande!

domenica 11 settembre 2011

non sarò mai antiamericano

Mo' la dico tutta: oggi 11 settembre per contrastare la retorica del ricordo della tragedia delle Twin Towers molti ricordano l'11 settembre 73, quando Allende fu assassinato in CILE (con l'appoggio della CIA). E' bene ricordare tutte le tragedie non c'è dubbio. Non mi piace, però, l'anti-americanismo. Io in America ci ho vissuto 7 mesi; sono stato curato, sono stato aiutato dai volontari, ho vissuto solidarietà ed efficienza. Ci saranno stati e ci saranno governi imperialisti, ci saranno contraddizioni, ci sarà orgoglio nazionale, retorica, invadenza culturale ecc. Io ho trovato una paese che funzionava, che mi ha accolto, mi ha curato, mi ha salvato. Ho trovato un popolo solidale. Non sarò mai anti americano!

venerdì 19 agosto 2011

invalidi falsi, sofferenze vere

Periodicamente tornano le notizie, sparate in prima pagina e nelle head news dei portali di informazione, sulle pensioni di invalidità revocate, insomma la questione, tutta italica, dei falsi invalidi. I comunicati stampa con gli altisonanti numeri delle pensioni revocate sono inviati ora dall’INPS, ora dalla Guardia di Finanza, ora da qualche Procura della Repubblica, ciascuno alla ricerca del proprio momento di gloria. I giornali, che cercano di vendere qualche copia in più,  poi, rinunciano a qualsiasi analisi critica del fenomeno, a qualsiasi approfondimento, limitandosi ad enfatizzare il “male”, la “truffa” e gli aspetti penosamente folkloristici della vicenda: i ciechi che guidano, gli zoppi che corrono, i muti che parlano, i sordi che ripetono quello che hanno sentito.
Alcuni anni fa scrissi su “il quaderno”, un articolo su questo tema; correva l’era del primo Governo Berlusconi e Clemente Mastella, Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, avviò una campagna molto mediatica sui falsi invalidi. In quell’articolo, che non ritrovo, ricordo che scrivevo di quanto fosse strano strana la corsa ad acquisire lo status di falso reietto (si, perché gli invalidi in Italia sono stanzialmente dei reietti: senza lavoro, senza assistenza e di fatto senza diritti) e di quanto fosse anomalo che nel perseguire i falsi invalidi, revocandogli giustamente le prestazioni pensionistiche ed altri benefici, non si riuscisse ad arrestare alcun componente delle commissioni mediche che avessero certificato l’esistenza di una invalidità invece inesistente, né a recuperare nulla di quanto che questi membri (per lo più medici) avessero incassato indebitamente come tangente, come benefit, come “riconoscimento” dagli invalidi falsi e da quelli veri. Si perché in questo contesto di diffusa illegalità l’invalido vero deve provarle tutte per veder riconosciuta la propria menomazione o per “spingere” un po’ la pratica per il suo sacrosanto diritto. Mi chiedevo, infine, se questo sistema di corruzione ed illegalità non fosse alimentato dal sistema politico affaristico – clientelare che pure nelle false invalidità, e quindi nelle nomine nelle commissioni mediche, trovava e trova un suo bacino di utenza. Non è, dunque una novità che esistono i falsi invalidi, che il politico di turno, ipocritamente, ne cavalchi mediaticamente la lotta, che il sistema imperturbabile perduri. La notizia è stantia ma fa sempre notizia, perché abbevera la sete di vendetta dei cittadini vessati.

martedì 23 novembre 2010

Lettera al direttore editoriale di Telebenevento, Samuele Ciambriello

Gentile direttore,
ho rivisto con molta attenzione la trasmissione “Dentro i fatti” di venerdì, cui mi ha cortesemente invitato, con la speranza, risultata vana, di trovarvi smentita al disappunto ed allo sconcerto che avevo avvertito durante la puntata, sin dall’inizio, quando ne ho scoperto il titolo.
Nell’invitarmi, mi aveva parlato di una trasmissione di approfondimento sui rifiuti e sulla TARSU ed invece, come tutti hanno potuto constatare, la puntata che Lei ha allestito è consistita in un’apologia dell’ASIA e della raccolta differenziata, iniziata da meno di un anno a Benevento e messa a confronto, ad arte, per enfatizzarne il valore, solo con la sconcezza dell’emergenza rifiuti a Napoli. Un approccio più libero ed obiettivo avrebbe dovuto indurre, quanto meno, ad istituire confronti anche con i modelli evoluti di gestione dei rifiuti verso cui tendere, pure esistenti in Campania in comuni più vicini a Benevento di quanto non lo sia Napoli.