Visualizzazione post con etichetta ORA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ORA. Mostra tutti i post

domenica 9 settembre 2012

trasparenza: sgradita a gennaio, di moda oggi


Era un venerdì sera ed era inverno. Ed era da qualche sabato che, non puntualmente ma quasi,  “il Vaglio” ospitava miei interventi. Avevo notato, dalle reazioni e dalle indifferenze, che quegli articoli erano sgraditi, ad alcuni, in ORA.
Quel venerdì sera ricevetti, manco troppo velatamente, come già da una decina di giorni succedeva, la sollecitazione a scrivere del PD, delle riunioni interne del PD, delle fratture nel PD, del presunto “commissariamento” del Sindaco da parte dell’onorevole Umberto Del Basso De Caro, di ciò che si era detto in quelle riunioni. Non ho mai scritto su commissione e non mi interessavano (ed interessano) le lotte interne al PD. Me ne infischiai della “commissione”. Il malcelato intento di farmi scrivere un articolo in qualche misura pro-Pepe confermava, tuttavia, ciò di cui avevo già preso coscienza: l’alleanza strettissima tra alcuni miei presunti amici e sostenitori ed il Sindaco Pepe e la fattiva collaborazione di costoro con il Sindaco (in occasione della conferenza stampa di fine anno, ad esempio). Mi era, oramai, chiaro anche  l’interesse effettivo e concreto su cui tale alleanza si reggeva.
Me ne infischiai, dunque, della commessa, contravvenendo a ciò che avevo falsamente promesso, e scrissi ciò che avevo in mente e già abbozzato: un articolo sulla vicenda del Segretario Generale del Comune di Benevento. L’articolo, gentilmente pubblicato da “il vaglio”, nella giornata di sabato, paventava che, tra i motivi determinanti la decisione di dimettersi, per tornare a Giugliano, della neo segretaria generale vi fosse una ritrosia dell’Amministrazione Pepe a dotarsi e ad applicare strumenti incisivi di trasparenza dell’azione amministrativa (leggi qui l'articolo)
Ricordo benissimo, e con me mia moglie, che quel sabato, poco prima della mezzanotte, squillò il telefono di casa: “anto’, ma hai scritto un articolo?” “si, ho scritto una cosa sulle dimissioni del segretario generale”, “no, sai, io non ho letto ma Fausto (Pepe) mi ha chiamato poco fa” “e che vuole?” “dice che ci sono delle inesattezze nell’articolo, hai scritto una cosa sulla trasparenza ma ti sei sbagliato” “io non ho scritto un articolo di cronaca sulla trasparenza, io ho solo supposto che tra gli altri motivi quello della scarsa trasparenza poteva aver indotto la segretaria  a lasciare, almeno così mi ricordo” “ma lui dice che hai sbagliato, che è un’inesattezza, comunque ti chiamerà per dirtelo” “ah va bene, io comunque mi rileggo l’articolo, non vorrei che ci fosse stato qualche refuso”. Fusto Pepe, mi aveva già chiamato qualche settimana prima, per apprezzare, pur non condividendolo, un mio precedente articolo; mi meravigliava, dunque, che avesse chiamato il suo collaboratore, mio presunto amico e sostenitore, per farmi sapere che c’era un’inesattezza nell’articolo. Chiuso il telefono commento con mia moglie “era l’infiltrato di Pepe in ORA, che non ha gradito l’articolo di oggi. Gli avevo promesso che scrivevo del PD ed invece gli ho toccato il gioiellino”
Il giorno dopo ricevo una mail con la quale, usando la tecnica del falso ammiccamento, mi si invita a non scrivere a nome di “leader” o componente di ORA (cosa, mai avvenuta dopo le elezioni, tra l’altro) ed a correggere il tanto fastidioso riferimento alla scarsa trasparenza dell’Amministrazione Pepe; eccone il testo:

Carissimo, ho letto con un pò di sorpresa il tuo articolo sulla segretaria che se n'è ritornata a Giugliano, e vorrei fare alcune annotazioni. Lo faccio per email nell'immediatezza ma spero di discuterne presto a voce con te. Non ho compreso se il riferimento ad ORA sia stato fatto ad arte da Panella oppure se l'articolo sia stato scritto da te proprio come " leader"  del nostro movimento ( il che lo preferirei ), oppure, se preferisci, come esponente dello stesso. Per me la paternità e i riferimenti sono importanti, soprattutto in relazione ai contenuti. Condivido con te le annotazioni sulla Dott.ssa Grasso, ........ indubbiamente è molto competente  e non poteva essere diversamente visti gli incarichi e l'esperienza che ha avuto. Non sono del tutto d'accordo sui toni entusiastici che le hai riservato nell'articolo, proprio perchè, avendola incontrata di persona, sono convint*  che è anche molto " sgamata" e sa come rivoltare le questioni a suo favore. Quando l'abbiamo incontrata, ci siamo lamentati, ovviamente, della totale assenza di trasparenza da parte dell'amministrazione comunale, tanto che in quel periodo l'albo on line non era nemmeno consultabile. Ci riferì che stava preparando il Regolamento per la trasparenza degli atti all'interno ed all'esterno e che presto sarebbe stato approvato. In effetti  il 15 dicembre con la delibera n. 218 è stata approvata dalla Giunta la proposta di programma triennale per la trasparenza e l'integrità che contiene anche il Regolamento per la pubblicazione degli atti. Le norme sono già valide per i Dirigenti che sono tenute a rispettarle. Pertanto,  quanto da te riferito nell'articolo potrebbe essere oggetto di contestazioni  e  ciò mi dispiace, ma non per la segretaria o la Giunta (che forse non sa neppure che cosa ha approvato) , ma per l'esattezza dell'informazione, che sei sempre attento a fornire. Ti invio la copia della delibera, pubblicata il 29/12. Non ho avuto ancora il tempo di approfondire il testo e non so se sia pienamente condivisibile però almeno qualcosa abbiamo, soprattutto in tema di pubblicazione on line, che non è argomento facile, come abbiamo avuto modo di constatare. Ti saluto con affetto, *****************

Perché scrivo e pubblico oggi tutto questo? Perché molti oggi rispolverano il tema della trasparenza, tanto sgradito ad inizio anno.

Questo è un blog ed accoglie i miei conati di vomito. E’ vero, sono stato candidato Sindaco e quindi ho avuto un ruolo pubblico. Oggi, però, non rivesto alcuna carica; sono un libero professionista e sono condizionato solo dalla mia gamba sinistra.
Vomito quel che voglio, dunque, e quello di stasera è ce l’ho in corpo da parecchio.

domenica 1 aprile 2012

pro memoria 2

A futura memoria, l'elenco di alcune affermazioni che mi riguardano apparse sulla stampa e su facebook nelle ultime settimane, in risposta a post ironici o critici che hanno riguardato sempre e solo fatti, senza l'espressione di alcun giudizio sulle persone, sul loro modo di essere o di fare.



  • “Antonio, tu sei un vigliacco. Da circa un mese con il sostegno di una piccola ridicola corte, vivi di allusioni, frasi smozzicate, becero vittimismo, manipolazioni di discorsi e documenti, inciuci e volgarità. Sempre accompagnato da quattro sfigati, ti diletti a sperare di palpeggiare la casalinga di Voghera ed esalti ossessioni maschiliste, ma non hai gli attributi perché improvvisamente e misteriosamente hai abbandonato un movimento scomodo di opposizione, fatto di persone perbene che ti hanno manifestato concretamente fiducia al punto da sacrificarsi  perché tu li rappresentassi in consiglio comunale" (di questa va citata la fonte, Gabriele Corona, in calce ad un post su Facebook, che recitava così "Caro Gabriele Corona la differenza tra me e te è che io ho le stampelle a pois e tu a pois non hai manco una camicia o non la metti mai".)
  • “se tu avessi letto con attenzione”
  • …”ORA ad esempio, che però si trova un pò in difficoltà perchè il suo coordinatore, cioè tu, dopo dieci mesi ha fatto sapere, a mezzo stampa, di non aver condiviso nulla dal dopo elezioni….” (tra l’altro, non sono mai stato coordinatore di ORA, fui indicato come portavoce ma non esiste alcuna ratifica di tale carica. ho solo firmato UN (dico UNO) comunicato per conto di ORA con detta qualifica)
  • “……. il sindaco (parolina che ultimamente ti ossessiona)……..”
  • “ E intanto ai cittadini diciamo: seguiteci su facebook, tra un accappatoio, il gel intimo, la misurazione del testosterone dopo lavoro, lo sfogo per la partita persa, il purpo, ecc. ecc. “ (si fa riferimento a miei post sulla bacheca di facebook, in cui parlo, come ho sempre fatto, dei miei interessi)
  • “…..approvo la soluzione finale di walter (la parmigiana) come la più indicata al modo deviato e deviante di trattare l'argomento……”
  • “…definire ridicoli gli interventi di altrabenevento su piazza orsini e sul tentativo di evitare un ulteriore scempio della città a beneficio di pochi privati rende evidente l'ormai totale disinteresse di medici per le questioni pubbliche e cittadine in genere” (si fa riferimento a miei post sulla bacheca di facebook, ove ho ironicamente definito ridicoli gli scambi di comunicati tra una stanza e l’altra dell’ufficio urbanistica)
  • “… il Medici che ho conosciuto in campagna elettorale non è lo stesso che scrive quelle (perdonami) insulsaggini, soprattutto volgari”
  • “Abbiamo purtroppo appreso a mezzo stampa (da NTR24) che Medici aveva lasciato ORA con argomentazioni sorprendenti. “  
  • “….Peraltro era proprio lui il coordinatore di ORA….” (come sopra)
  • “Non è vero che ORA non ha voluto riconoscere la sconfitta (e come avrebbe potuto) limitandosi ad attribuirla alla compravendita di voti. È un modo riduttivo e scorretto di riportare le diverse ed ampie discussioni che ci sono state a giugno-luglio dello scorso anno e che proprio non si comprende perché vengono riprese oggi e in modo distorto.”
  •  “Avevamo deciso che la discussione sarebbe continuata due giorni dopo ma Medici non è venuto, preferendo stralci di commenti sulla sua bacheca Facebook .”
RIDIAMOCI SU, CHE E' MEGLIO


martedì 20 marzo 2012

lunedì 19 marzo 2012

precisazioni ed approfondimenti

Posto qui, sul mio blog, il testo di una nota riservata pubblicata sul gruppo chiuso di Facebook del movimento ORA.

In relazione alla discussione di ieri sera (6 marzo), ritengo necessario esplicitare alcune precisazioni: 1) Il mio disagio non trova in alcun modo fondamento nella impossibilità o difficoltà di esprimermi pubblicamente a nome di ORA. Per un verso, infatti, non credo di aver bisogno di un’investitura, di un titolo o di un placet per poter esprimere il mio personale pensiero, come, del resto, mi è capitato più volte di fare negli ultimi mesi (anche su richiesta di alcuni portali amici); per altro verso ritengo, come ho esplicitato sin dalla prima riunione post elettorale, e come accenno al successivo punto 2, che, sulla scorta del poco entusiasmante risultato, andava rivista l’azione ed il metodo dello stare in città, dell’occuparsi di temi e problemi, dell’avanzare proposte per il buon governo e per la costruzione di un’alternativa politica. In ordine alla contestazione mossami da Sandra, che già aveva espresso riserve o dubbi o perplessità relativamente ad un mio intervento (personale) su “il vaglio”, circa il metodo di diffusione della mia nota “lascio ORA” ritengo di non aver mancato di rispetto a nessuno. Le riunioni da Vittorio negli ultimi tempi erano partecipate da 3 / 4 persone mentre l’universo di ORA – con Antonio Medici candidato Sindaco è stato un po’ più vasto. Internet, poi, è stato il nostro luogo d’elezione per la campagna elettorale, per le nostre comunicazioni, ed è anche lo spazio in cui condivido, frequentemente, talune vicende personali se non intime della mia vita. Se qualcuno si è sentito offeso (non mi risulta) valgano queste parole quali scuse, sono pronto anche ad offrire un buon bicchiere di vino quale segno del rinsaldarsi del rapporto umano. In ordine, infine, al “come è finita su NTR24?” (fastidiosa osservazione, invero): non lo so, anzi lo so (come lo possono saper tutti), l’hanno copiata dal mio blog o dal mio diario su Facebook. Non capisco, però, il rilievo che la cosa possa avere e presuntuosamente ritengo che l’abbiano letta più persone sul mio facebook di quante l’abbiano potuta leggere su NTR24 o sul mio blog (dove il post è apparso alle 7.00 di lunedì mattina). 2) COSTRUZIONE DI UN’ALTERNATIVA POLITICA per un nuovo governo della città: è esattamente questo l’obiettivo cui io aspiro (in generale, come uomo e cittadino di Benevento). Per il perseguimento di questo obiettivo, tuttavia, mi sono convinto, serva un lavoro complesso che si occupi prioritariamente del coinvolgimento delle persone e della (tras)formazione delle coscienze. In questo contesto è marginale o comunque non prioritaria, a mio avviso, la rappresentazione mediatica del proprio impegno politico e la presenza nelle discussioni del momento, spesso alimentate ad arte da maggioranza od opposizione e sempre in modo superficiale nonché organico ad una visione della città quale luogo ed occasione di traffici (leciti ed illeciti) e della politica quale strumento di arricchimento e realizzazione di interessi personalistici, privatistici, familistici. Conseguentemente ho sempre ritenuto addirittura non necessaria una struttura formalizzata e verticistica e fuorviante, rispetto alla missione che ORA avrebbe dovuto assumere, l’ipotesi di una “struttura leggera” col solo fine di accelerare la elaborazione di comunicati stampa o prese di posizione ufficiali di ORA sulle questioni del momento. A cosa serve una voce in più nel teatrino della politica? Del pari ho ritenuto dannoso e fuorviante stabilire una sorta di esclusione da aprioristica dalla rappresentazione ufficiale di ORA, delle persone che partecipano ad altri gruppi, perché se ne confonderebbe il ruolo. Se, e torniamo alla questione cardine dell’identità, sono chiare le identità diverse dei gruppi essi non si confonderanno ma neanche fonderanno in un progetto comune, al più potranno instaurare rapporti di collaborazione; qualora, invece, le identità fossero sovrapponibili ORA avrebbe dovuto essere il luogo dell’integrazione, per una crescita comune. Rispetto a tutto ciò, alla discussione svoltasi da ultimo ieri e nei mesi addietro, ritengo, la mia presenza ingombrante e ostativa ad un clima di serenità. Del resto, pur dovrebbe essere osservato e valutato, la mia lettera ha rinfervorato e riprodotto nei termini esatti di circa dieci mesi fa una discussione che pericolosamente giaceva sotto il tappeto della stanca e lenta elaborazione dello Statuto. Con affetto per tutti.

domenica 18 marzo 2012

la replica di Sandrucci a "il vaglio"


apparso su " il vaglio" il 16 marzo 2012 - link all'articolo

Sandrucci (Lista Ora) a Medici dopo l’abbandono: E’ scorretto riportare così i fatti, siamo amareggiati

“Nessuno gli ha “messo la pistola alla tempia per imporre alcunché”. “Proprio non si comprende perché le discussioni avutesi a giugno-luglio vengano riprese oggi e in modo distorto”. Gli abbiamo rinnovato la stima e chiesto di ripensarci

Dopo l’articolo di oggi del Vaglio, sull’abbandono della Lista Ora, (clicca qui per leggerlo) presentatasi alle scorse Comunali di Benevento, da parte del suo candidato sindaco Antonio Medici, riceviamo e pubblichiamo la lettera della capolista Sandra Sandrucci, con una breve risposta del diretttore Carlo Panella.
Al direttore de Il Vaglio
Egregio direttore,
scrivo per commentare il suo articolo dal titolo “Antonio Medici ha lasciato la sua ‘Ora’. Nessuna reazione dai componenti. La decisione presa per la mancata autocritica nel movimento dopo la sconfitta elettorale e per la struttura organizzativa ipotizzata”.
Permetta che le dica, innanzitutto che si tratta di una titolazione assolutamente fuorviante. Non è vero che i componenti di ORA non hanno reagito e non è vero che Medici ha motivato il suo abbandono per la mancata autocritica dopo la sconfitta elettorale.
Abbiamo purtroppo appreso a mezzo stampa (da NTR24) che Medici aveva lasciato ORA con argomentazioni sorprendenti. Egli sostiene di non aver condiviso nessuna analisi, nessun argomento di discussione e nessuna decisione assunta dopo le elezioni. Tali motivazioni ci hanno sorpreso e addolorato, perché nessuno ha “messo la pistola alla tempia” di Medici per imporre alcunché. Peraltro era proprio lui il coordinatore di ORA che è un Movimento fatto di persone che vengono da esperienze diverse ma proprio questa è la ricchezza che abbiamo sempre riconosciuto. Le discussioni sono state libere e con i tempi necessari ad affrontare le diverse questioni di metodo e contenuto. Non è vero che ORA non ha voluto riconoscere la sconfitta (e come avrebbe potuto) limitandosi ad attribuirla alla compravendita di voti. È un modo riduttivo e scorretto di riportare le diverse ed ampie discussioni che ci sono state a giugno-luglio dello scorso anno e che proprio non si comprende perché vengono riprese oggi e in modo distorto.
Nel corso di una riunione che si è tenuta il 6 marzo abbiamo espresso ad Antonio la meraviglia per la sua decisione e ci siamo sentiti rispondere solo che ORA è un movimento che ha diverse posizioni e lui non riesce a coordinarlo. Avevamo deciso che la discussione sarebbe continuata due giorni dopo ma Medici non è venuto, preferendo stralci di commenti sulla sua bacheca Facebook . Nonostante ciò abbiamo rinnovato ad Antonio, in modi e forme diverse, in riunione e in privato, la stima e la considerazione per le sue capacità, invitandolo a desistere dalla volontà di abbandonare ORA.
Intanto il movimento continua il percorso intrapreso con un coordinamento provvisorio che si è impegnato ad organizzare l’assemblea entro due mesi per approvare lo statuto. Intanto quattro gruppi di lavoro si stanno occupando delle problematiche del Centro Storico, dell’acqua, delle tasse,servizi e finanze e della trasparenza.
Rivendichiamo a Lei e a tutti l’assoluta autonomia del movimento ORA, che non è di Antonio Medici ma di tutti coloro che ne condividono contenuti e finalità.
Alessandra Sandrucci – Capolista della Lista ORA alle ultime elezioni
Gentile avvocato,
la ringraziamo perché ha espresso le sue valutazioni sulla vicenda che è di interesse generale, trattandosi dell’abbandono di un candidato sindaco del movimento di cui ha fatto parte, con un posto di primo piano.
Non entriamo nel merito del suo asserito come non l’abbiamo fatto con quanto scritto da Medici. E cioè sulla sorpresa e sul dolore che la scelta di Medici ha comportato per voi, “non avendogli puntato la pistola alla tempia per imporgli alcunché” o sul fatto che egli avrebbe rivelato in modo riduttivo e scorretto le valutazioni sulla sconfitta elettorale, riprendendole ora in modo scorretto.
Non può che far piacere, peraltro, che contemporaneamente i rapporti siano rimasti buoni e che gli avete rinnovato stima e considerazione, chiedendogli di tornare sulla decisione. Ancor più conforta che il movimento, in questo asfittico panorama politico, si stia strutturando e continuerà la sua azione.
Detto questo, consenta a me di risponderle – per il Vaglio – sulla sua censura alla titolazione del nostro articolo “non rispondente assolutamente al vero” e “fuorviante”. Lo faccio solo per amor di chiarezza e verità e senza seguirla nella prosa così poco dialogante, oltre che immotivata.
1) Fatta salva la notoria necessità che i titoli debbano essere, al tempo stesso, sintetici e interessanti (da qui la semplificazione “sua Ora”), era evidente, fin dalla titolazione, e poi chiaramente specificato nell’articolo del Vaglio, che la mancata risposta all’abbandono di Medici era riferita a una pubblica risposta. Tant’è che, per doverosa cautela, abbiamo pure scritto che i componenti dell’associazione “probabilmente ne avranno parlato tra loro”. E infatti, lei, in questa sua, conferma che ne avete parlato tra voi: solo adesso il senso e il contenuto di tale discussione viene portato in pubblico
2) E’ altresì verissimo che Medici ha motivato il suo abbandono con la mancata autocritica sull’esito elettorale: l’ha scritto e ognuno lo può leggere nel suo blog il cui testo è stato integralmente riportato dal Vaglio.
Distinti saluti.
Carlo Panella

"il vaglio" sulla mia uscita da ORA


da "il vaglio" - articolo apparso il 16 marzo 2012 - link all'articolo


Benevento: Antonio Medici ha lasciato la sua ‘Ora’. Nessuna reazione da parte dei componenti

La decisione presa per la mancata autocritica nel movimento dopo la sconfitta elettorale e per la struttura organizzativa ipotizzata. “Oggi, con rammarico doloroso, mi sento estraneo al gruppo e di intralcio al suo sereno lavoro. Per questo rinuncio a farvi parte per il futuro”


Una settimana fa Antonio Medici ha reso noto il distacco dal movimento “Ora”, acronimo di “Occorre Cambiare Adesso”, messosi in evidenza in vista delle elezioni comunali di Benevento nel maggio 2011. Per tale associazione, Medici capeggiò la lista, come candidato sindaco, ottenendo un risultato (1.135, 2,66%), in termini di suffragi, esito più che decoroso ma non sufficiente, anche se per non molto, a far scattare un seggio alla lista che invece si fermò a 538 voti pari all‘1,30%. Nel frattempo non ci sono state prese di posizione pubbliche del sodalizio al riguardo. Né commenti sul blog. Probabilmente ne avranno discusso tra loro.
Tra le motivazioni scritte da Medici per spiegare il suo gesto, la mancata condivisione da parte degli altri componenti della sconfitta elettorale con una franca autocritica, anziché spiegarla con un presunto afflusso di voti sul vincente Fausto Pepe da ambienti collusi con la criminalità organizzata. Né Medici ha condiviso l’ipotesi di struttura organizzativa da dare al movimento ‘Ora’.
Sarebbe auspicabile che almeno le risultanze di questo dibattito interno siano rese pubbliche, perché la lista Ora ha svolto un ruolo significativo nella citata campagna elettorale, con denunce documentate e proposte interessanti e perché il suo leader che va via, anche a prescindere dal certificante dato numerico dei suffragi ricevuti, non è cosa da poter passare sotto silenzio per il migliaio e più di elettori che hanno creduto nella sua proposta.
Medici sul suo blog ha scritto: “Carissimi amici, sostenitori, elettori e simpatizzanti di Ora, nei mesi succedutisi alle elezioni, alla sconfitta elettorale, non sono riuscito ad integrarmi in alcune discussioni ed a contribuire significativamente alla definizione di una identità per trasformare la lista civile in movimento politico. Oggi, addirittura, con rammarico doloroso, mi sento estraneo al gruppo e di intralcio al suo sereno lavoro. Per questo rinuncio a farvi parte per il futuro.
Nei giorni e nei mesi immediatamente successivi alle elezioni, alla sconfitta elettorale, non ho condiviso l’analisi di chi riteneva la vittoria di Fausto Pepe dipendente dall’acquisto di voti in ambienti collusi con la criminalità organizzata. Non ho condiviso la volontà di non riconoscere la sconfitta e di partire da una serena e feroce autocritica per costruire nuovi spazi di consenso e l’allargamento del gruppo.
Non ho condiviso la prima individuazione ipotesi di struttura organizzativa. Benché abbia lavorato alla predisposizione della bozza di Statuto, non ho condiviso neanche l’idea di formalizzare una struttura organizzativa. Non ho condiviso la discussione su alcuni temi.
Rispetto a tutto ciò, del resto, non ho avuto la forza, ed in taluni casi neanche la voglia, di proporre altre visioni né di orientare i lavori delle riunioni. In questo contesto, però, vi assicuro sono sempre rimasto fedele allo spirito della campagna elettorale: uno spirito di apertura, collaborazione ed integrazione tra esperienze e culture diverse.
Sono rimasto anche sempre leale, non avendo mai, in alcun modo, proposto o assunto posizioni e comportamenti contrastanti o semplicemente diversi da quelli manifestati nelle riunioni.
Pur non essendo mancate occasioni di contatto con esponenti delle coalizioni che abbiamo sfidato in campagna elettorale, non ho mai, in nessun modo, ribadisco, avviato relazioni organiche, sistematiche o di consultazione con costoro.
Contrariamente a ciò che taluni ritengono, infatti, non appartengo alla sinistra radicale, militando, nella vita quotidiana, nel lavoro e con gli amici, nella formazione dell’etica radicale. Con la certezza di incontrarci amichevolmente in altri contesti, vi saluto caramente“.
E’ da dire che rose e fiori non sono state nemmeno per gli altri candidati sconfitti. Rottura c’è stata quasi immediatamente anche tra Raffaele Tibaldi e la dirigenza locale del Pdl. Il candidato del centrodestra ufficiale alle dette elezioni non fa parte del gruppo consiliare berlusconiano a Palazzo Mosti.
L’altra coalizione in lizza quella del “Pit”, con candidato sindaco l’ex democratico Carmine Nardone, e promossa dall’ex pidiellino Pasquale Viespoli, dal leader dell’Udeur Clemente Mastella, da Gennaro Santamaria dell’Udc e da altri, non si è trasformata dopo il voto in un gruppo unico, dividendosi in quattro. Nei mesi seguenti, poi, si è via via sfilacciata e più d’uno dei contraenti iniziali oggi sostiene, pubblicamente, che l’esperienza di tale coalizione si sia già conclusa.