Ieri l’altro si è avuta notizia della conclusione della drammatica vicenda dei 127 lavoratori dei Consorzi rifiuti, che per mesi hanno resistito e protestato senza stipendio, senza lavoro e senza chiare prospettive. La Regione Campania ha messo sul tavolo i soldi ed imposto un accordo che prevede il ritorno a lavoro di questi dipendenti per gestire la raccolta differenziata nei 26 Comuni della provincia, incluso il comune capoluogo Benevento, che al 31.12.2010 non hanno superato la soglia del 35%.
Nei lunghi mesi della vertenza i sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL) e gli amministratori della Provincia e dei Comuni interessati si sono battuti perché i 127 lavoratori fossero posti in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento. Per questo obiettivo sono state svolte serrate trattative, sono stati convocati innumerevoli “tavoli”, sono stati siglati accordi in prefettura. Tutto questo mentre i lavoratori esasperati (per molti di loro quello del consorzio è l’unico reddito) periodicamente ricorrevano a forme di protesta estreme: incatenamenti, occupazioni di uffici, minacce di suicidio, interruzione dei lavori di assemblee elettive. Tre lavoratori dei 127, soli, ricorrendone i presupposti, come infine ha accertato la magistratura, hanno scelto la via della difesa del posto di lavoro e di battersi per ottenere la rimessione in servizio in luogo della concessione degli ammortizzatori sociali. Stando all’esito della vertenza ed alle sentenze della magistratura adita (Tribunale Civile e TAR), dunque, pare che questa fosse la via maestra: far tornare a lavorare queste persone nel servizio di raccolta differenziata.