domenica 18 marzo 2012

la replica di Sandrucci a "il vaglio"


apparso su " il vaglio" il 16 marzo 2012 - link all'articolo

Sandrucci (Lista Ora) a Medici dopo l’abbandono: E’ scorretto riportare così i fatti, siamo amareggiati

“Nessuno gli ha “messo la pistola alla tempia per imporre alcunché”. “Proprio non si comprende perché le discussioni avutesi a giugno-luglio vengano riprese oggi e in modo distorto”. Gli abbiamo rinnovato la stima e chiesto di ripensarci

Dopo l’articolo di oggi del Vaglio, sull’abbandono della Lista Ora, (clicca qui per leggerlo) presentatasi alle scorse Comunali di Benevento, da parte del suo candidato sindaco Antonio Medici, riceviamo e pubblichiamo la lettera della capolista Sandra Sandrucci, con una breve risposta del diretttore Carlo Panella.
Al direttore de Il Vaglio
Egregio direttore,
scrivo per commentare il suo articolo dal titolo “Antonio Medici ha lasciato la sua ‘Ora’. Nessuna reazione dai componenti. La decisione presa per la mancata autocritica nel movimento dopo la sconfitta elettorale e per la struttura organizzativa ipotizzata”.
Permetta che le dica, innanzitutto che si tratta di una titolazione assolutamente fuorviante. Non è vero che i componenti di ORA non hanno reagito e non è vero che Medici ha motivato il suo abbandono per la mancata autocritica dopo la sconfitta elettorale.
Abbiamo purtroppo appreso a mezzo stampa (da NTR24) che Medici aveva lasciato ORA con argomentazioni sorprendenti. Egli sostiene di non aver condiviso nessuna analisi, nessun argomento di discussione e nessuna decisione assunta dopo le elezioni. Tali motivazioni ci hanno sorpreso e addolorato, perché nessuno ha “messo la pistola alla tempia” di Medici per imporre alcunché. Peraltro era proprio lui il coordinatore di ORA che è un Movimento fatto di persone che vengono da esperienze diverse ma proprio questa è la ricchezza che abbiamo sempre riconosciuto. Le discussioni sono state libere e con i tempi necessari ad affrontare le diverse questioni di metodo e contenuto. Non è vero che ORA non ha voluto riconoscere la sconfitta (e come avrebbe potuto) limitandosi ad attribuirla alla compravendita di voti. È un modo riduttivo e scorretto di riportare le diverse ed ampie discussioni che ci sono state a giugno-luglio dello scorso anno e che proprio non si comprende perché vengono riprese oggi e in modo distorto.
Nel corso di una riunione che si è tenuta il 6 marzo abbiamo espresso ad Antonio la meraviglia per la sua decisione e ci siamo sentiti rispondere solo che ORA è un movimento che ha diverse posizioni e lui non riesce a coordinarlo. Avevamo deciso che la discussione sarebbe continuata due giorni dopo ma Medici non è venuto, preferendo stralci di commenti sulla sua bacheca Facebook . Nonostante ciò abbiamo rinnovato ad Antonio, in modi e forme diverse, in riunione e in privato, la stima e la considerazione per le sue capacità, invitandolo a desistere dalla volontà di abbandonare ORA.
Intanto il movimento continua il percorso intrapreso con un coordinamento provvisorio che si è impegnato ad organizzare l’assemblea entro due mesi per approvare lo statuto. Intanto quattro gruppi di lavoro si stanno occupando delle problematiche del Centro Storico, dell’acqua, delle tasse,servizi e finanze e della trasparenza.
Rivendichiamo a Lei e a tutti l’assoluta autonomia del movimento ORA, che non è di Antonio Medici ma di tutti coloro che ne condividono contenuti e finalità.
Alessandra Sandrucci – Capolista della Lista ORA alle ultime elezioni
Gentile avvocato,
la ringraziamo perché ha espresso le sue valutazioni sulla vicenda che è di interesse generale, trattandosi dell’abbandono di un candidato sindaco del movimento di cui ha fatto parte, con un posto di primo piano.
Non entriamo nel merito del suo asserito come non l’abbiamo fatto con quanto scritto da Medici. E cioè sulla sorpresa e sul dolore che la scelta di Medici ha comportato per voi, “non avendogli puntato la pistola alla tempia per imporgli alcunché” o sul fatto che egli avrebbe rivelato in modo riduttivo e scorretto le valutazioni sulla sconfitta elettorale, riprendendole ora in modo scorretto.
Non può che far piacere, peraltro, che contemporaneamente i rapporti siano rimasti buoni e che gli avete rinnovato stima e considerazione, chiedendogli di tornare sulla decisione. Ancor più conforta che il movimento, in questo asfittico panorama politico, si stia strutturando e continuerà la sua azione.
Detto questo, consenta a me di risponderle – per il Vaglio – sulla sua censura alla titolazione del nostro articolo “non rispondente assolutamente al vero” e “fuorviante”. Lo faccio solo per amor di chiarezza e verità e senza seguirla nella prosa così poco dialogante, oltre che immotivata.
1) Fatta salva la notoria necessità che i titoli debbano essere, al tempo stesso, sintetici e interessanti (da qui la semplificazione “sua Ora”), era evidente, fin dalla titolazione, e poi chiaramente specificato nell’articolo del Vaglio, che la mancata risposta all’abbandono di Medici era riferita a una pubblica risposta. Tant’è che, per doverosa cautela, abbiamo pure scritto che i componenti dell’associazione “probabilmente ne avranno parlato tra loro”. E infatti, lei, in questa sua, conferma che ne avete parlato tra voi: solo adesso il senso e il contenuto di tale discussione viene portato in pubblico
2) E’ altresì verissimo che Medici ha motivato il suo abbandono con la mancata autocritica sull’esito elettorale: l’ha scritto e ognuno lo può leggere nel suo blog il cui testo è stato integralmente riportato dal Vaglio.
Distinti saluti.
Carlo Panella